HOME / CONOSCERE L'ENERGIA / LE FONTI / FONTI DI ENERGIA CONVENZIONALI



Le fonti di energia convenzionali, dette anche non rinnovabili, sono quelle legate a specifiche sostanze presenti sulla Terra in quantità finite.
Queste fonti hanno tempi di rigenerazione molto lunghi (milioni di anni) che, una volta sfruttate, si considerano esaurite. Sono definite fonti convenzionali i combustibili fossili (carbone, petrolio e gas naturale) e l'uranio.

Carbone
Il carbone è un combustibile fossile. Deriva dalla lenta e graduale decomposizione di masse vegetali vissute circa 300 milioni di anni fa, sommerse dalle acque e sepolte poi sotto la crosta terrestre. La combustione del carbone libera l'energia del sole immagazzinata dalle piante con la fotosintesi milioni di anni fa.
Il carbon fossile è stato il primo combustibile fossile ad essere utilizzato come fonte di energia e ha alimentato gli apparati industriali dalla loro nascita, nella seconda metà del XVIII secolo fino alla prima metà del XX secolo.
Esistono diversi tipi di carbone. I più utilizzati per produrre energia oggi sono l'antracite e il litantrace, che hanno un potere calorifico (quantità di calore che è possibile ricavare da 1 kg di combustibile) che è più del doppio di quello del legno.

Petrolio
Il petrolio è una miscela naturale di idrocarburi liquidi e altre sostanze di origine fossile, contenuta in rocce sedimentarie. Le molecole degli idrocarburi sono costituite da due soli tipi di atomi: atomi di carbonio e atomi di idrogeno.
Il petrolio greggio, chiamato così appena estratto, deve essere lavorato e raffinato prima di diventare benzina, gasolio o plastica.
Una volta estratto, il petrolio viene trasportato fino alle raffinerie tramite oleodotti o grandi navi cisterne. Qui viene trattato in una torre di raffinazione dove viene riscaldato ad alta temperatura e successivamente raffreddato attraverso un processo di distillazione frazionata. In questo modo si ottengono dal greggio i gas petroliferi liquefatti (GPL), le benzine, il kerosene, il gasolio, gli oli combustibili e i catrami.
L'olio combustibile, utilizzato per alimentare alcune centrali termoelettriche, ha un potere calorifico (quantità di calore che è possibile ricavare da 1 kg di combustibile) del 10% maggiore rispetto a quello del carbone.

Gas naturale
Il gas naturale è un combustibile fossile costituito da una miscela gassosa di idrocarburi, che contiene in massima parte metano e tracce di altre sostanze come anidride carbonica, azoto, idrogeno solforato o elio. Il metano è una delle sostanze più antiche nella storia della Terra: ad alte concentrazioni nell'atmosfera primordiale questo gas ha probabilmente contribuito alla nascita della vita sul nostro Pianeta.
Grazie al suo basso potere inquinante rispetto agli altri combustibili fossili, il gas naturale è diventato negli ultimi 25 anni la principale fonte per il riscaldamento delle abitazioni e per la produzione di energia elettrica nelle moderne centrali termoelettriche.
Il potere calorifico, cioè la quantità di calore che è possibile ricavare da 1 kg di combustibile, del gas naturale è di circa il 10% più elevato di quello dell'olio combustibile, con emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera inferiori.
Nella tabella che segue sono mostrati i valori di emissione di anidride carbonica per kilowattora prodotto dalle diverse fonti:

   
CO2 prodotta (Kg)
 
  1 kWh di carbone
1
 
  1 kWh di petrolio
0,855
 
  1 kWh di gas naturale
0,604
 
   
 

Uranio
L'uranio è un metallo pesante, debolmente radioattivo, usato come combustibile nei reattori nucleari. Il tipo di uranio più diffuso in natura (U238) non instabile contiene sufficiente energia per essere utilizzato come combustibile in una centrale nucleare. Questo minerale viene quindi bombardato artificialmente con dei neutroni per trasformarlo nella sua versione (isotopo U235) più instabile, più ricca di energia e più radioattiva, idonea ad essere utilizzata come combustibile in una centrale nucleare per la produzione di energia elettrica.


Miniera di carbone


Piattaforma petrolifera