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La nuova centrale serve davvero al fabbisogno energetico della Puglia?

  La Puglia è una delle regioni italiane produttrici di energia elettrica. Secondo il Piano Energetico Ambientale Regionale, nel 2004 la produzione di energia elettrica pugliese equivale a quasi due volte il consumo regionale.

È però obiettivo di questo nuovo Piano Energetico Ambientale Regionale far diventare la Puglia uno dei più importanti parchi energetici alternativi in Italia. Secondo il Piano, la realizzazione di nuove centrali a gas, più efficienti e meno inquinanti, permetterà la riduzione, nella stessa Puglia, della produzione a partire dal carbone.
 

Qual è la reale situazione energetica della Puglia?

  Il territorio della Regione Puglia è caratterizzato dalla presenza di numerosi impianti di produzione di energia elettrica, funzionanti sia con fonti fossili che con fonti rinnovabili.

La produzione lorda di energia elettrica nel 2004 è stata di 31.230 GWh, con una potenza installata pari a 6.100 MW nel 2004. La produzione da fonte fossile vede il 69% circa della potenza installata utilizzare carbone e solamente l'11% gas naturale. La nuova centrale a San Severo è in linea con gli obiettivi regionali di sostituzione delle fonti fossili utilizzate, più efficienti e meno impattanti sull'ambiente.
 

E' vero che la produzione energetica della Regione supera le effettive necessità interne?

  Si. Se però si considera la riforma del settore energetico e gli accordi intercorsi tra le Regioni riguardo la sussidierietà e la leale collaborazione tra Regioni contigue, il surplus di produzione della Puglia compensa, ad esempio, il deficit della vicina Regione Campania
   

Il rischio black-out è reale?

  Sì, i consumi di energia elettrica del nostro Paese sono in continua ascesa e la nostra capacità produttiva non è più in grado di soddisfare il fabbisogno nazionale. L'Italia è oggi costretta ad acquistare dall'Estero circa il 13% dell'energia elettrica richiesta (circa 45.000 GWh all'anno), tanto che le linee di importazione sono quasi alla saturazione e rischiano di essere incapaci di trasportare ulteriori quantità di elettricità. Il quantitativo importato corrisponde a una potenza istallata di circa 5.200 MW.
   

È vero che il Decreto Sblocca Centrali ha autorizzato la realizzazione di più impianti rispetto alle reali necessità?

  Si, ma va considerato in primo luogo che non tutte le centrali autorizzate verranno realizzate, e secondariamente che una riserva di capacità produttiva superiore agli attuali fabbisogni oltre a rendere più sicuro il sistema nazionale, aumenta la competizione e quindi riduce il prezzo dell'energia a favore dei consumatori. Infine la realizzazione di centrali più efficienti farà sì che gli impianti più vecchi e più inquinanti verranno chiusi, con un importante beneficio per l'ambiente.
   

L'energia si produce solo attraverso impianti a turbogas?

  No, ma a livello mondiale le centrali a ciclo combinato (o turbogas) rappresentano la tecnologia più efficiente e a minor impatto ambientale per la produzione di elettricità a partire da combustibili fossili. Allo stato attuale la produzione di energia elettrica da altre fonti, che non siano il nucleare, non è in grado di soddisfare le richieste di energia del mercato (ad esempio da fonti rinnovabili).
 

Perché si preferisce costruire una nuova centrale piuttosto che incentivare politiche di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili?

  La domanda di energia in Italia cresce ad un ritmo quasi costante del 2% circa all'anno e la nostra capacità di produzione, tenuto conto anche della scarsità di materie prime, non è in grado di soddisfare le richieste.

Gli impianti alimentati a fonti rinnovabili rappresentano sicuramente un obiettivo importante e necessario per migliorare la qualità del nostro ambiente, ma al momento la tecnologia non permette di costruire impianti in grado di soddisfare il fabbisogno nazionale. Attualmente le fonti rinnovabili coprono circa il 19% del fabbisogno energetico nazionale (comprendendo anche le centrali idroelettriche). Gli impianti eolici o fotovoltaici hanno una bassa produzione per rapporto al territorio che occupano.

   

Perché si vuole costruire la centrale?

  Per rinnovare il parco elettrico nazionale, oggi costituito da molti impianti obsoleti, poco efficienti e ad alto impatto ambientale, le Autorità, in linea con le indicazioni dell'Unione Europea, hanno promosso la liberalizzazione del mercato e incentivato la costruzione di nuove centrali elettriche più efficienti ed meno inquinanti. La centrale a San Severo rientra in questo programma di rinnovo del parco elettrico italiano: ha superato tutti i criteri di valutazione posti dalle Autorità, in particolare dal Ministero dell'Ambiente, in concertazione con le amministrazioni locali e con il Ministero delle Attività Produttive. En Plus intende produrre e vendere energia elettrica nel pieno rispetto delle leggi, autorizzazioni e regole del mercato nazionale.
   

Non si poteva costruire un impianto a fonti rinnovabili?

  Le fonti rinnovabili vanno sicuramente incentivate, ma attualmente gli impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile non riescono a generare una potenza necessaria al fabbisogno nazionale. L'impianto di San Severo ha una potenza di circa 400 MW con un tempo di utilizzo di circa 6.000 ore l'anno. Inoltre può essere messo in funzione in qualsiasi momento, anche in relazione alla domanda di energia di quel preciso momento. Per quanto riguarda gli impianti da fonti rinnovabili la situazione è molto diversa: un parco eolico di 50 pale alte 100 metri produce 100 MW per un massimo di 2.000 ore all'anno e funziona solo se c'è vento; un impianto fotovoltaico che occupa una superficie di 450.000 metri quadri (pari a 100 campi di calcio) produce 50 MW, solo di giorno, nelle ore di massimo irraggiamento.
   

La centrale comporterà un vantaggio occupazionale?

  Direttamente la centrale occuperà, nella fase di costruzione, circa 300-350 persone. Nella fase di esercizio il personale direttamente impiegato sarà di circa 30-35 unità. A queste vanno ad aggiungersi altri posti di lavoro creati dall'indotto. Le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, che includono le revisioni annuali, prevedono un impiego di personale che, per alcune settimane, può arrivare a superare le 100 unità.

Oltre ai posti di lavoro direttamente legati alla centrale sarà possibile creare occupazione permanente stimolando e incentivando aziende e imprenditori privati a realizzare attività industriali nel settore agro-alimentare nell'adiacente area ASI, già destinata a tale scopo. Tali aziende potranno usufruire di vapore ed energia elettrica a costi estremamente competitivi sfruttando la presenza della centrale.

Analogamente altri posti di lavoro potranno essere cerati nel settore agricolo nelle zone limitrofe la centrale, in quanto il vapore prodotto potrà essere utilizzato per climatizzare serre destinate a colture intensive o speciali.
   
Quali saranno gli effetti sulle politiche di sviluppo e valorizzazione del territorio?
  La cessione di energia elettrica o di calore sottoforma di vapore da parte della centrale potrà stimolare l'insediamento di altre attività produttive sul territorio, che potranno beneficiare di un costo dell'energia competitivo, costante e garantito nel tempo. In particolare, è possibile migliorare la competitività dei sistemi agricoli e agro-industriali locali grazie allo sviluppo di impianti per la trasformazione dei prodotti agro-alimentari, di colture intensive ad alto rendimento o di strutture per il freddo e la conservazione dei prodotti ortofrutticoli.
   

La nuova centrale produrrà un aumento rilevante dell'inquinamento ed un conseguente danno ambientale per il territorio?

  Tutti gli studi effettuati in fase di progettazione non hanno evidenziato un aumento dell'inquinamento a seguito dell'entrata in funzione della nuova centrale. Questo tipo di tecnologia per la produzione di energia elettrica a partire dalle fonti fossili è riconosciuta a livello mondiale come la più sicura e pulita: il processo di combustione comporta infatti essenzialmente emissioni di anidride carbonica ed acqua.
   

Qual è la reale situazione ambientale della zona?

  La situazione ambientale del Comune di San Severo è nel complesso buona. Per quanto riguarda la zona ove sorgerà la centrale, il territorio è prettamente agricolo con ridotti insediamenti abitativi. Dai pochi dati disponibili la qualità dell'aria è buona. L'acqua, risorsa indispensabile per le attività agricole locali, è scarsa in superficie, ma è sufficiente per uso irriguo in profondità.
   

Quali saranno gli effetti delle emissioni sulla qualità dell'aria?

  I principali prodotti del processo di combustione del metano sono l'anidride carbonica e l'acqua. Gli unici elementi potenzialmente inquinanti sono rappresentati dagli ossidi di azoto (NOX) e dal monossido di carbonio presenti nei fumi. Le concentrazioni di queste sostanze sono ampiamente al di sotto dei limiti di legge previsti e sono in quantità talmente limitate da non suscitare timori per la salute o per l'ambiente.

A differenza del carbone o dell'olio combustibile, non vi sono emissioni di ossidi di zolfo (SOX) e quelle relative alle polveri sono ridottissime. Tutte le emissioni raggiungono l'atmosfera attraverso un camino alto circa 60 metri e ad una velocità superiore ai 20 metri al secondo, condizioni che permettono una totale dispersione alle alte quote, evitando concentrazioni al suolo.
   

E' vero che l'impianto produrrà polveri pericolose per la salute umana?

  No, in quanto l'uso esclusivo di gas metano come combustibile permette di ridurre le emissioni. In particolare il gas naturale non contiene polveri, e l'aria, prima di venire compressa nella turbina a gas, viene filtrata per eliminare tutte quelle sostanze che potrebbero dare origine a polveri fini una volta bruciate. Questo è stato evidenziato sperimentalmente, misurando le concentrazioni di polveri nei gas di scarico di una centrale turbogas che sono risultate significativamente inferiori rispetto a quelle dell'aria ambiente: in altri termini la turbina a gas si comporta come un dispositivo di depurazione dell'aria ambiente dalle polveri in essa sospese.

Le polveri sono invece presenti nei fumi delle centrali a carbone, a olio combustibile e nei gas di scarico dei motori diesel e a benzina delle automobili.
   

Quali saranno gli effetti sulla qualità del suolo e della falda acquifera?

  La centrale non prevede particolari effetti sul suolo, se non un'occupazione di terreno. I maggiori effetti potranno aversi nella fase di lavorazione, in cui sarà necessario effettuare scavi per le fondazioni.
   

Le emissioni potranno essere dannose alle colture della zona?

  Le ricadute al suolo delle emissioni della centrale sono circa 50 volte al disotto dei limiti imposti dalla normativa europea. Da dati su altre centrali analoghe insediate in territori comparabili, non vi sono ricadute negative sulle colture adiacenti gli impianti.

In aggiunta, a causa dei vantaggi che si possono trarre dalla presenza della centrale, in situazioni analoghe (ad esempio a Candela) i terreni adiacenti alla centrale hanno avuto significative maggiorazioni di prezzo.
   

Sono stati predisposti dei sistemi di controllo delle emissioni?

  Le emissioni verranno monitorate in continuo al camino, in modo da sapere in qualsiasi momento le concentrazioni delle diverse sostanze. Quando l'impianto sarà operativo è previsto, in collegamento diretto con i servizi ARPAPuglia e con l'Amministrazione comunale, il controllo in continuo dei fumi relativamente ai seguenti parametri:
temperatura, umidità, portata, concentrazione di ossigeno, CO2, CO, NOX.
   

Questo tipo di impianto risponde agli obiettivi di riduzione dei gas serra previsti dal Protocollo di Kyoto?

  Sì, in quanto la tecnologia utilizzata assicura una maggiore efficienza energetica con un minor impatto ambientale. In particolare, a parità di produzione di energia elettrica le emissioni di anidride carbonica (CO2), uno dei gas responsabili del cosiddetto "effetto serra", sono circa la metà di quelle prodotte da una centrale tradizionale a carbone o a olio combustibile.
   

Quale sarà il consumo idrico della centrale e come inciderà sul già grave problema idrico della zona?

  Il sistema di raffreddamento della centrale è ad aria, per cui il consumo di acqua per il funzionamento dell'impianto è minimo, e si limita al reintegro del vapore ceduto per le applicazioni industriali affiancate nel settore agro-alimentare. Inoltre, l'impianto è dotato di un sistema di recupero totale delle acque di scarico e di quelle piovane, che riduce ulteriormente il consumo idrico totale e lo rende inferiore a quello che sarebbe necessario per irrigare l'area che ospita la centrale.
   

Le acque discarico della centrale come verranno smaltite?

  Le uniche acque che verranno smaltite sono quelle relative agli scarichi igienici, in quanto anche le acqua piovane vengono recuperate e possono essere reintegrate nel ciclo.
   

L'elettrodotto produrrà inquinamento elettromagnetico?

  Il tracciato dell'elettrodotto è stato studiato in modo da assicurare una distanza adeguata da centri abitati e abitazioni sparse. Secondo le misurazioni, i valori dal campo elettromagnetico in prossimità delle abitazioni sarà comunque inferiore ai severi limiti imposti dalla legge in materia. Il terreno sotto l'elettrodotto potrà essere sfruttato, senza nessun problema, per attività agricole o vinicole.
   

Quale sarà l'impatto sul paesaggio della centrale e delle opere ad essa collegate (gasdotto, elettrodotto, ecc.)?

  Grazie allo studio del territorio, l'impatto sul paesaggio sarà limitato. L'area ove sorgerà la centrale è situata in un ampio vallone ribassato di 10-15 metri rispetto ai terreni circostanti, limitando la vista della centrale dalla Strada Statale 16. Il gasdotto sarà completamente interrato, tanto che il terreno sopra di esso potrà essere sfruttato per attività legate al settore agricolo o vinicolo.
   

La centrale produce rumore?

  Quando la centrale sarà in esercizio, il rumore prodotto sarà entro i limiti di legge. In particolare riguardo alle poche abitazioni rurali vicine, il rumore emesso non avrà influenza né di giorno né di notte.
   

Perché è stato scelto il metano come combustibile?

  Grazie al suo minore potere inquinante in rapporto agli altri combustibili fossili (carbone e petrolio), il gas naturale è diventato negli ultimi 25 anni la principale fonte per il riscaldamento delle abitazioni e per la produzione di energia elettrica nelle centrali termoelettriche. Il suo potere calorifico, inteso come la quantità di calore che è possibile ricavare da 1 kg di combustibile, è superiore a quello degli altri combustibili fossili, con emissioni i anidride carbonica inferiori.
   

Perché si parla di centrale a ciclo combinato?

  Questo tipo di centrale prevede la combinazione di due sistemi per produrre energia: un ciclo a gas, in cui la combustione del metano aziona una turbina a gas, e un ciclo a vapore, che sfrutta il calore generato dai gas di scarico del primo processo all'interno di una turbina a vapore.
   

Quali vantaggi produce questo tipo di tecnologia rispetto alle centrali tradizionali?

  Le centrali a ciclo combinato offrono una prestazione energetica di tutto rispetto - rendimento netto medio annuale del 56% - contro il 37% della media del parco centrali italiano e il 41% delle tradizionali centrali a vapore che utilizzano il gas.

Il maggior rendimento porta anche a un contenimento dei consumi: a parità di potenza prodotta si consuma meno gas. Infine le centrali a ciclo combinato hanno una minor produzione di CO2, contribuendo al raggiungimento dei parametri imposti dal Protocollo di Kyoto.
   

È vero che una maggiore efficienza comporta un impatto ambientale minore? Perché?

  Le centrali a ciclo combinato alimentate a metano rappresentano le tecnologie più moderne ed efficienti per la produzione di energia, in quanto assicurano un rendimento energetico parial 56% contro il 37% della media delle centrali termoelettriche italiane. A parità di combustibile, questi impianti sono in grado di produrre circa il doppio dell'energia sfruttando tutto il calore prodotto dalla combustione, quindi a parità di energia prodotta il loro impatto ambientale risulta essere più che dimezzato.
   

La centrale funzionerà 24h su 24h?

  Il funzionamento della centrale è previsto per circa 6.000 ore all'anno.

Questa tipologia di centrale è importante perché permette di entrare in funzione rapidamente, in modo da fornire alla rete elettrica italiana energia sufficiente quando la domanda di elettricità diventa molto alta, evitando quindi i black-out.
   

La costruzione della centrale viola il Piano Regolatore Generale (PRG)?

  Nel corso delle procedure di valutazione dell'impatto ambientale sono stati analizzati tutti i punti del PRG vigente, e ne è risultato che non vi sono violazioni.
   

Che tipo di autorizzazioni sono state rilasciate all'azienda costruttrice e da quali soggetti?

  Il progetto della nuova centrale è stato sottoposto alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) da parte di una Commissione di esperti nominata dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio. Sulla base del confronto tra dati ambientali (qualità dell'aria, dell'acqua., ecc.) e di progetto, questo tipo di autorizzazione certifica la piena compatibilità del nuovo impianto con l'ambiente circostante e assicura il rispetto delle norme di sicurezza nelle fasi di realizzazione e funzionamento.

Oltre alla VIA, la centrale ha ottenuto l'Autorizzazione Unica ex legge 55/2002 concernente l'installazione e l'esercizio di una centrale a ciclo combinato rilasciata dal Ministero per le Attività Produttive. Inoltre, l'impianto ha il parere favorevole del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del 2002, e, nel gennaio 2004 la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia ha rilasciato il nulla osta a condizione che tutte le fasi di scavo si svolgano sotto il controllo tecnico da loro incaricato.

Infine, il Consorzio di Bonifica della Capitanata ha inserito la centrale tra i propri consorziati.
   

Chi vigilerà sul corretto funzionamento della centrale?

  La centrale prevede turni di controllo 24 ore su 24. Per quanto riguarda i principali dati ambientali saranno inviati in tempo reale all'ARPAPuglia e agli uffici del Comune di San Severo.
   

Considerato l'alto rischio sismico della zona, quali sistemi di sicurezza sono stati previsti?

  La centrale sarà costruita tenendo conto delle prescrizioni per le aree di Classe II di sismicità, come è classificato il territorio di San Severo.
   

La centrale è sicura (rischio attentati terroristici, ecc.)?

  La centrale è sicura. Un atto di sabotaggio, un errore umano o un componente difettoso, limiterebbe i danni alla centrale stessa, e comporterebbe solamente la mancata produzione di energia. All'interno dell'impianto non si trovano prodotti inquinanti tali rendere pericolosa una loro dispersione. I sistemi di sicurezza riguardo all'alimentazione a metano non consentono esplosioni pericolose per le aree circostanti alla centrale.
   

Le tecnologie impiegate sono sicure? L'uso del metano non comporta rischi di esplosione?

  Le centrali a ciclo combinato sono tra gli impianti per la produzione di energia maggiormente innovativi sia sotto il profilo dell'efficienze energetica, sia sotto quello della sicurezza. Non si conoscono infatti casi di incidenti (come ad esempio esplosioni) che abbiano messo in pericolo il territorio circostante.
   

Perchè la centrale non è stata sottoposta ad una consultazione popolare preventiva?

  L'iter autorizzativi seguito per ottenere le autorizzazioni relative alla costruzione della centrale non prevedono per legge alcuna consultazione popolare. Pertanto secondo tali leggi un eventuale referendum non avrebbe avuto alcun significato di tipo giuridico.
   

Cosa sono le BAT?

  Il termine BAT (Best Available Technology – in italiano Migliore Tecnologia Disponibile) indica la più efficiente ed avanzata tecnologia, industrialmente disponibile ed applicabile in grado di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente riducendo l'inquinamento generato dall'esercizio di un impianto. Secondo la normativa europea sulla prevenzione e la riduzione dell'inquinamento (Direttiva 96/61/CE) rientrano in questa definizione anche le modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e dismissione di un impianto. Sulla base delle BAT applicabili, il legislatore fissa i valori limite di emissione degli inquinanti.